Buona la prima, la Regione mette il turbo a cinema e teatri con 62 milioni

Se il rischio è che gli spazi culturali del Lazio si ritrovino nel deserto economico allora la Regione deve farsi oasi. Un’oasi da 62 milioni di euro inseriti dalla Pisana nella nuova legge sull’Audiovisivo approvata nelle ore scorse. Una nuova norma che fa tre cose molto importanti. Innanzitutto unifica gli strumenti operativi sul settore cinematografico ed audiovisivo e li mette sotto una regia centrale. Rimette al centro la cultura laziale nella sua veste di patrimonio ‘tipico’. Un patrimonio da diffondere in spazi che abbiano dignità strutturale. Incrementa infine un settore che a causa della crisi Covid era destinato ad una lunga ed irrisolvibile agonia.

Leodori illustra, l’aula approva

Il presidente del Coniglio Regionale del Lazio Mauro Buschini

A sintetizzare i tre aspetti è stata la proposta di legge regionale 174, d’iniziativa della Giunta regionale, su “Disposizioni in materia di cinema e audiovisivo”. Ad approvarla è stato nelle ore scorse il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini (Pd). Con 24 voti a favore, quattro contrari, dieci astenuti.

La proposta è stata illustrata all’aula dal vicepresidente della Regione Daniele Leodori e approvata con alcuni emendamenti. E prevede uno stanziamento complessivo monstre. Nel triennio parliamo di 62,5 milioni di euro tra fondi regionali (35,6 milioni di euro) e fondi comunitari (26,8 milioni per il 2020).

Per comprendere a pieno l’importanza bisogna considerare che il comparto dell’Audiovisivo del Lazio è il secondo in Italia dopo quello della Lombardia. A Roma ci sono Cinecittà e tutto ciò che vi ruota intorno: dalle società di doppiaggio alle sartorie teatrali, tutto il settore delle scenografie, delle luci, degli attrezzi di scena, della produzione e post produzione. C’è un mondo radiotelevisivo ancora vivo e vitale: nonostante il recente trasferimento a Milano di Sky e Mediaset resta nel Lazio uno dei maggiori poli nazionali con Rai e le poche decine di Tv regionali sopravvissute ma proprio per questo sempre più strutturate. C’è il comparto teatrale con migliaia di posti diretti e nell’indotto.

Canali di erogazione multipli

Cinema multisala © Imagoeconomica / Marco Carli

Il raggiungimento degli obiettivi indicati dalla Legge «potrà avvenire attraverso interventi promossi direttamente dalla Regione. Oppure con la concessione di sovvenzioni, contributi, agevolazioni (anche fiscali). Ancora, di sussidi e benefici economici o altre utilità. Tutto anche anche in forma di garanzie finanziarie e tramite il ricorso a procedure di evidenza pubblica».

Con la legge 174 la Regione intende puntare in alto. «Realizzare una serie di obiettivi di promozione e sostegno. Questo attraverso gli strumenti del “Documento programmatico triennale” e del “Piano annuale degli interventi”. Ed avvalendosi anche del supporto della Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio e della Fondazione cinema per Roma. Con essa anche delle società strumentali regionali».

La novità è di tipo tecnico, ma schiude possibilità immense. Viene infatti introdotta l’autorizzazione unica, rilasciata dal Comune territorialmente competente. Essa servirà a realizzare e trasformare immobili da destinare a sale e arene cinematografiche. Non solo, in testo anche la ristrutturazione, la rigenerazione o l’ampliamento delle sale e arene già esistenti.

Che senso ha tutto questo? Ha il senso del dopo Covid-19. La pandemia ha reso le sale cinematografiche un luogo a rischio diffusione. Allora la soluzione temporanea, in attesa del vaccino, può essere quella di realizzare nuove arene e nuove aree per la proiezione all’aperto. Ma occorreva una norma che rendesse il tutto snello e fattibile in poco tempo.

Proprio per accelerare, la nuova norma si appoggia ad un’altra già esistente e collaudata. Tutto verrà attuato definendo la tipologia di interventi di ristrutturazione e recupero. E sarà fatto «in conformità alla legge regionale del 2017 sulla rigenerazione urbana e sul recupero edilizio». Questo all’interno degli edifici già destinati a sale cinematografiche e centri culturali polifunzionali esistenti. Vi si potranno esercitare attività commerciali, artigianali. Perfino servizi fino a un massimo del 30% della superficie complessiva. Ma devono essere svolte congiuntamente all’attività permanente.

Insomma, se il maxi cinema non è più possibile, quell’area potrà continuare a rimanere un polo di attrazione.

Come verranno ripartiti i fondi

Il Teatro Eliseo Foto © Alessia Mastropietro / Imagoeconomica

Insomma, arte ed economia che vanno a braccetto per un fine comune, un fine che nel dopo Covid diventa concreto, oltre che di alto spessore.

Ecco la ripartizione dei fondi regionali, voce per voce. 4,2 milioni di euro andranno per interventi in materia di cultura cinematografica e audiovisiva. Di essi 1,6 milioni nel 2020 e 1,3 milioni di euro per ciascuna annualità 2021 e 2022. Due milioni sono stanziati per la partecipazione della Regione Lazio alla “Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio”. In questo caso 459 mila euro nel 2020 e 800 mila euro per il biennio 2021/2022. Poi 2,3 milioni per la partecipazione alla “Fondazione Cinema per Roma”. Ripartiti in 793 mila euro per ciascuna annualità del triennio 2020-2022.

Poi la fetta grossa della torta. Parliamo di 27 milioni di euro per interventi in conto capitale relativi al sostegno alla produzione di opere cinematografiche e audiovisive.

Nel triennio saranno 9 milioni per annualità. A questi si aggiungono, «con particolare riguardo alle coproduzioni internazionali», le risorse per la programmazione 2014-2020. Sono risorse su programmi finanziati dai fondi strutturali europei. L’ammontare è di altri 26,8 milioni di euro per l’anno 2020.

Zingaretti: snellire per valorizzare

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica / Carlo Lannutti

Anche dietro a quest’operazione di salvataggio del comparto Cultura nel Lazio c’è la mano di Albino Ruberti, il Capo di Gabinetto di Nicola Zingaretti che si è messo sulle spalle la croce di un comparto che altrimenti rischierebbe l’estinzione.

Il commento di Nicola Zingaretti sull’iniziativa ha il tono di quella particolare forma di soddisfazione che si concede di fronte ad una norma capace di incidere in maniera concreta. «Il Lazio, terra di cinema di grande tradizione, è tra le principali realtà produttive a livello sia nazionale sia internazionale. E rappresenta un polo di eccellenza per il settore audiovisivo. Con l’approvazione della nuova legge guardiamo al futuro. Lo facciamo recuperando e inserendo in un’unica norma le indicazioni della Legge nazionale 220/2016».

«Questo in modo da razionalizzare, semplificare e rendere efficiente l’intera azione amministrativa della Regione. Il nuovo testo chiarisce e aggiorna le funzioni della Regione, delle Province, di Roma Capitale e dei comuni del Lazio. Ai fini di una maggiore semplificazione e omogeneità della materia, disciplina il sostegno alle produzioni. E con esse alle coproduzioni di opere cinematografiche e audiovisive. Così come i diversi interventi di supporto al settore con uno stanziamento annuale complessivo di 27 milioni di euro».

Bandi agili al settore in ginocchio

L’Audiovisivo del Lazio è il secondo in Italia. Foto © Lê Minh / Pexels

Negli ultimi mesi la Regione Lazio ha messo in campo diverse azioni molto efficaci. Lo ha fatto per rispondere alle urgenze del settore dovute all’emergenza epidemiologica Covid-19. Lo stanziamento di 640 mila euro a fondo perduto per contribuire agli affitti delle sale cinematografiche ha visto la liquidazione delle prime 15 domande pervenute ancor prima della scadenza dei termini. Scadenza prevista per domani 18 giugno.

Tutto questo mentre, in accordo con il MiBACT, saranno sostenute le arene estive organizzate dagli esercenti cinematografici. In agenda operativa anche la pubblicazione delle graduatorie del Bando “Lazio cinema International” dedicato alle coproduzioni internazionali.

Con esse l’imminente chiusura del bando “Teatri, Librerie e cinema Verdi e Digitali”. Il bando scadrà il 22 giugno. Con esso «la Regione Lazio sostiene con 1 milione di euro l’adozione di tecnologie digitali e l’efficientamento energetico dei cinema della regione». Ci sono già 11 progetti visionati e ammessi a contributo. In carnet ce ne sono 31, ma si punta sui tempi rapidi e certi per assegnare le risorse disponibili.

Buschini: input economico e fucina occupazionale

Il Presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini

Metodo sistemico e ‘riflettori’ puntati sul valore, empirico e simbolico del settore: sono queste le chiavi di lettura del Presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini.

«Con l’approvazione della legge di riordino su cinema e audiovisivo nel Lazio, si interviene in modo sistemico. Lo si fa riconoscendo lo straordinario valore dell’industria cinematografica. Industria che nella nostra Regione rappresenta, oltre ad uno strumento di formazione culturale, un importante veicolo di promozione delle nostre bellezze in Italia e all’estero».

«Tra fondi regionali ed europei investiamo oltre 62 milioni nel triennio. E sono risorse ancor più necessarie in questo momento visto lo stop forzato del settore a causa dell’emergenza sanitaria. Soldi che contribuiranno alla ripartenza dell’industria cinematografica. Industria che, oltre alla grande valenza culturale, genera economia e posti di lavoro nel nostro territorio».