Bpc annuncia la rivoluzione nel giorno in cui è Top Performer

Chissà se leggono Bergson. I libri sono di casa tra i corridoi della Banca Popolare del Cassinate: ogni anno ne presentano almeno una decina portando gli autori più di grido. Henri Bergson a Cassino non possono portarlo: è morto nel 1941 dopo avere scritto pagine fondamentali di filosofia.

Solo leggendo Bergson si può capire una conferenza stampa convocata per annunciare il traguardo della Top Performer: 1° banca nel Lazio per redditività del capitale, raddoppio del patrimonio in dieci anni, terzo posto tra le banche commerciali nel Lazio.  Tutto certificato dal report annuale di Milano Finanza appena uscito dalla tipografia.

Cosa c’entra un filosofo con i conti ed i traguardi di una banca popolare? C’entra dal momento che la fanfare fatte suonare per festeggiare quei risultati sono stati solo un rumore di fondo. La vera notizia è un’altra: dal 2018 parte la rivoluzione globale di Banca Popolare del Cassinate, cambia tutto, ancora una volta.

I TRAGUARDI

Anche quest’anno la Banca Popolare del Cassinate è salita sul podio della classifica redatta da Milano Finanza e Italia Oggi. La pubblica l’Atlante delle Banche Leader.

La BPC si è aggiudicata il terzo posto tra le banche commerciali della Regione Lazio. Grazie ai risultati raggiunti, viene definita “top performer”. 

Nella classifica relativa alla Regione Lazio vengono analizzati diversi dati e parametri, tra i quali il cosiddetto Mf Index. È l’indicatore che “coniuga dimensioni e risultati, con l’obiettivo di individuare gli istituti che hanno saputo abbinare allo sviluppo della massa amministrata la capacità di fare cassa e generare profitti”.

La classifica prende in considerazione le banche commerciali con mezzi amministrati inferiori ai 100 miliardi. Dall’analisi dei diversi dati, la banca ottiene un punteggio tale da garantirle, anche quest’anno, una posizione ai vertici della classifica

OGGI È GIA’ PASSATO

Nemmeno il tempo di stappare lo champagne, soffiare in una fanfara: godersi il successo. Come scriveva Henri Bergson, il presente è già passato. O se preferite Terzani: “L’acqua che bagna il piede destro è diversa da quella che ha bagnato il sinistro entrato nel fiume poco prima”. Il presente è già passato: c’è il futuro davanti.

Ad annunciare la rivoluzione è il vice presidente Vincenzo Formisano. Si punterà sul On Line Banking e sui Millennials. I ragazzi nati all’inizio del millennio tra pochi giorni inizieranno a diventare maggiorenni: sono nati con lo smartphone, il computer è già obsoleto per loro e tutte le operazioni bancarie riescono a farle sulla punta delle dita digitando uno schermo. E allora Bpc si trasforma: incentiverà questi servizi «Cambierà il nostro modo di somministrarli». Meno sportello e più smart.

Rivoluzione anche nella proprietà. I soci sono i proprietari della banca: Bpc ‘svecchia’ i soci. Spalanca le porte del suo capitale sociale ai giovani. Lo fa abbassando l’importo delle quote e l’età per poterle acquisire.

CHE FINE FANNO I DIPENDENTI

Una ristrutturazione di queste dimensioni comporta morti e feriti lasciati sul campo. Al punto che Bankitalia ha chiesto al presidente di Bpc Donato Formisano: Vi state preparando a fondervi con altri? Quanti avete intenzione di licenziare?

Lapidarie la risposte del presidente: «Non abbiamo intenzione di fonderci» e «Non abbiamo intenzione di fare né licenziamenti né un solo minuto di cassa integrazione».

Che fine faranno i dipendenti? La risposta di Vincenzo Formisano è «Sono l’elemento umano della banca, la nostra forza. Al punto che il 36,8% del valore creato da Bpc viene riconosciuto ai nostri dipendenti. Noi la chiamiamo ‘Finanza Comportamentale’»

Va bene: ma che fine faranno? Diventeranno consulenti. In un mondo iper tecnologico, dove con un clic puoi comprarti una boccetta di profumo in Papuasia e l’indomani te la portano a casa, c’è un limite atroce. Quale? Chi ti aiuta a decidere qual è il mutuo migliore con cui comprare casa tra quello inglese che offre mezzo punto in meno d’interesse e quello italiano che costa di più? Chi ti aiuta a decidere tra Fisso e Variabile? Chi ti spiega come e cosa fare?

La sfida del futuro è tutta lì: l’elemento umano della banca.

LA REVISIONE DEL MODELLO

È il Direttore Generale Nicola Toti a spiegare le novità che la Direzione ha proposto per l’approvazione al Consiglio d’Amministrazione.

«Anche nel prossimo futuro, grazie anche a dei buoni livelli di redditività e patrimonio, continueremo ad innovare, sfruttando al massimo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per rispondere alle esigenze sempre più articolate della nostra clientela. 

Una particolare attenzione vogliamo riservarla alle nuove generazioni e ai cosiddetti “millenials”, che hanno una particolare dimestichezza e familiarità con le nuove tecnologie e con la comunicazione. Per questo, la banca sta rinnovando il proprio linguaggio e sta sperimentando e mettendo a disposizione nuovi strumenti e nuovi servizi».

C’è un obiettivo preciso in questa strategia. «Il nostro obiettivo è quello di interagire con i giovani utilizzando il loro stile e rispondendo alle loro richieste ed esigenze, supportandoli nei loro percorsi di crescita e di formazione».

IL BILANCIO SOCIALE

Accanto al bilancio ordinario, Bpc ha redatto la sua relazione sociale. Insomma, ha rendicontato non soltanto la propria attività economica e finanziaria e i propri dati. ha tracciato anche un bilancio su tutto ciò che riguarda l’impatto della banca sul territorio in termini di sostenibilità ambientale, welfare aziendale, rapporto con gli stakeholders, responsabilità sociale di impresa, distribuzione della ricchezza sul territorio e attenzione al benessere della propria comunità di riferimento.

«Con il suo primo bilancio sociale – dice il vice presidente Vincenzo Formisano – la banca, al di là degli obblighi legislativi, fa un passo in più per creare “valore condiviso” tra i proprio soci, i clienti, gli stakeholder e, in generale tutta la società con cui normalmente la banca si rapporta. E’ una prova importante, quella del bilancio sociale, ma anche una sfida, per la banca, perché significa misurare realmente e concretamente l’impatto della propria attività sul territorio. E’ un primo passo e in questa direzione continueremo a lavorare anche nei prossimi anni».

I RISULTATI E LA CLASSIFICA

È Donato Formisano invece a tracciare il profilo del successo riconosciuto da Milano Finanza.

Spiega che è la sommatoria della rigida applicazione dell’antico modo di fare banca unita ai moderni gestionali. Una “sana e prudente gestione” più l’ “avversione per il rischio”.

«Abbiamo saputo affrontare il momento difficile – spiega il presidente Formisano – e, anzi, abbiamo continuato a sostenere il territorio, le famiglie e le imprese. Abbiamo trovato nuove forme di crescita, introducendo delle innovazioni importanti e lavorando sui servizi. Abbiamo contenuto il rischio del credito secondo il principio fondante delle banche popolari “non molto a pochi, ma poco a molti”. Dal 1956 ad oggi la BPC ha erogato dividendi per oltre 82 milioni di euro. La nostra banca, in oltre sessant’anni di attività, grazie ad una sana e prudente gestione, si è guadagnata la fiducia dei soci che, al 31 dicembre scorso erano 1668, con un aumento di 93 unità rispetto all’anno precedente. Un numero che ha continuato ad incrementarsi anche nel corso del 2017: è un segnale della solidità del nostro Istituto ed è per noi motivo di orgoglio, che ci spinge a lavorare ancora di più per il futuro, continuando il percorso di crescita, di innovazione, di miglioramento che contraddistingue il nostro operato».

È vero che il presente è già passato: ma un minuto di soddisfazione, al presidente va riconosciuto.