
C’è chi aspetta la tempesta e chi, da uomo di mare, regola le vele prima che il vento cambi. Francesco Borgomeo ha studiato filosofia, è appassionato di economia, si è innamorato della ceramica. E ritrova se stesso soltanto quando è da solo con il mare. Ha visto il settore ceramico piegarsi sotto i colpi di gas, burocrazia e concorrenza: ha scelto di virare prima che fosse troppo tardi. Non per salvare un bilancio, ma per salvare uomini, competenze e un presidio industriale. (Leggi qui: Anagni cambia marcia: DR Automobiles accende il secondo polo auto del Lazio).
Una traversata lunga tre anni
Aveva rilevato la storica Marazzi Sud dal tribunale Fallimentare ed aveva dimostrato che invece poteva ancora galleggiare. Ha riportato a bordo tutti i lavoratori e con loro ha messo la nuova Saxa Gres sulla rotta dello sviluppo: nuovi prodotti, pietre fatte in fabbrica senza spaccare le montagne o usare manodopera presa dai lavori forzati, cosa consueta a determinate latitudini.
Il vento soffia sulle vele della Saxa Gres. La produzione viaggia su tre turni, tutti i lavoratori rientrano dalla cassa Integrazione e c’è così tanto da lavorare che ad Anagni sale una parte dei lavoratori ex Ideal Standard di Roccasecca, nel frattempo acquisita dal gruppo.
Poi il vento cambia. Tutto insieme. Covid, lockdown e speculazione sul gas. Tre anni di resistenza non sono stati una traversata tranquilla. Il prezzo dell’energia trasformato in roulette, le restrizioni ideologiche di Bruxelles e la concorrenza da Paesi senza regole hanno reso la ceramica italiana una nave che imbarca acqua. Ad Anagni, nello storico sito ex Marazzi Sud, Borgomeo aveva portato un nuovo orizzonte: innovazione di prodotto, economia circolare, processi pionieristici. Ma il mare non perdona: con tre fabbriche di ceramica non si resta a galla. Non oggi. Non senza uno Stato che faccia da faro come invece è accaduto in Francia ed in Germania.
Capitani nella tempesta
È qui che il comandante prende la decisione che separa il salvataggio dalla disfatta: non lasciare nessuno in mezzo al mare. Nessun licenziamento, nessun capannone destinato a diventare scheletro industriale. Al contrario, un’operazione chirurgica: cedere lo stabilimento a chi, nel settore automotive, sta crescendo più veloce di molti colossi. Così nasce l’intesa con DR Automobiles, secondo produttore italiano di auto, che ad Anagni assemblerà veicoli e darà nuova linfa all’economia locale. (Leggi qui le anticipazioni: Dalle piastrelle ai pistoni: ad Anagni nasce la nuova fabbrica d’auto DR).
Il risultato è duplice: tutti i lavoratori comodi sulle scialuppe, 67 dipendenti passano “in continuità” nella nuova società Jarama srl, altri 14 ad alta specializzazione restano in Saxa Gres e verranno ricollocati negli altri siti dove faranno ripartire la produzione di ceramica. Il territorio conquista un secondo polo automotive, proprio mentre il primo, Stellantis a Piedimonte San Germano, riduce all’osso la sua produzione.
Borgomeo, intanto, concentra la produzione ceramica su Roccasecca e Gualdo Tadino, rilanciando spessorati e sampietrini green per mercati nazionali ed internazionali. È un cambio di rotta che non nasce dall’istinto di sopravvivenza ma da una visione: capire che l’industria, per restare tale, deve adattarsi prima che il vento cambi direzione.
Non è un addio alla ceramica ma un sì al futuro. Un futuro che non conterà un nuovo relitto industriale e vede un imprenditore che mette in sicurezza la nave ed il suo equipaggio. Perché il mare dell’economia non aspetta e chi non sa leggere il cielo rischia di affondare senza nemmeno capire da dove sia arrivata l’onda.



