Patrimoni culturali: ci sono 23 milioni per le nuove tecnologie nel Lazio

Via al bando di Lazioinnova. Ventitré milioni per la diffusione di tecnologie applicate ai beni e le attività culturali. È il bando regionale 'Ricerca e Sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale' presentato questa mattina

Oltre 23 milioni di euro per la diffusione di tecnologie applicate ai beni e le attività culturali. Lo scopo? Consentire la massima fruizione del patrimonio culturale del Lazio. È il bando regionale ‘Ricerca e Sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale‘ presentato questa mattina nella sede della Giunta regionale del Lazio dal vicepresidente Massimiliano Smeriglio.

DUECENTOMILA INDUSTRIE CULTURALI

Il bando, gestito da Lazio Innova e frutto di una collaborazione con il Miur e il Mibact, è il secondo grande intervento della nuova programmazione del Distretto tecnologico per i Beni e le Attivita’ culturali (Dtc). E ha come obiettivo la diffusione di tecnologie per la valorizzazione, conservazione, recupero, fruizione e sostenibilita’ del patrimonio culturale del Lazio. Un patrimonio importante. Basti pensare che le industrie culturali e creative nel Lazio sono oltre 204mila circa 14,3% del totale in Italia.
La percentuale arriva al 32,8% nel settore cinema e audiovisivo. Inoltre, il Dtc del Lazio comprende 259 musei e gallerie. 28 parchi archeologici 29 monumenti (5 Unesco), 13 università, 4 primari organismi di ricerca, 6 ibstituri centrali del Mibact. Ma anche 40mila imprese e 202mila addetti.
I gestori o proprietari di beni culturali avranno tempo di presentare i progetti fino alle 12 del 31 maggio. Lo potranno fare,esclusivamente, tramite Pec, secondo le modalita’ indicate nell’avviso pubblico presente sul sito di Lazio Innova.

SMERIGLIO: STRAORDINARIA OCCASIONE

Questa e’ una straordinaria occasione per la nostra Regione– ha detto Smeriglio durante la presentazione- È un lavoro che abbiamo impostato nei primi 5 anni, che ha dato già dei frutti.
Abbiamo deciso di investire sullo straordinario patrimonio culturale, archeologico e artistico della nostra Regione. Ma anche sull’innovazione tecnologica. Una parte del progetto è già partito con la scuola di alta formazione sulle professioni che si occupano dei beni culturali. Adesso entriamo nel vivo.
Con questa iniziativa che mette nelle disponibilità dei gestori o dei proprietari dei grandi beni cultarali, ville, siti archeologici e patrimonio culturale, di partecipare a questa straordinaria occasione. Chiediamo loro di farlo insieme alle imprese innovative, al sistema della ricerca e all’Universita’ della nostra Regione. Possiamo voltare pagina e trasformare il nostro modello di sviluppo dando piu’ forza alla cultura. Perche’ non solo con la cultura si mangia, ma si vive anche meglio”.