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Anbi Lazio al MacFrut 2025: l’acqua, l’IA e il coraggio di fare sistema

10 Maggio 20254 minuti di lettura
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C’è un Lazio che combatte, che non si accontenta della narrazione dell’eccellenza agricola scolpita tra kiwi e pomodori da export. C’è un Lazio che fa domande scomode sull’acqua che non c’è, che si salinizza, che sfugge. E che – a Rimini, al MacFrut 2025 – si è presentato non con lo stand da fiera, ma con un’idea forte: usare l’intelligenza artificiale per domare la sete dei campi. Concreta, misurabile, replicabile.

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Il progetto si chiama “Uniti per la tutela della risorsa idrica” e lo ha raccontato ANBI Lazio – l’articolazione regionale dell’Associazione Nazionale delle Bonifiche – in una delle sessioni più seguite della kermesse agricola. Non una passerella, ma un caso d’uso reale presentato dal Consorzio di Bonifica Litorale Nord di Roma, con il supporto tecnico della Curator. Tema: la gestione predittiva dell’acqua per uso agricolo, grazie a una rete di sensori, analisi dati e machine learning.

Roba da ingegneri e da agricoltori veri

Il direttore provinciale Aurelio Tagliaboschi, il direttore generale del Lazio Andrea Renna e l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini

Una roba da ingegneri? Sì. Ma anche da agricoltori veri, quelli che ogni giorno decidono se e quando irrigare, mentre il sole brucia e i pozzi si svuotano. “L’intelligenza artificiale può fare la differenza – ha spiegato il presidente Niccolò Sacchetti – ma dobbiamo essere noi a farle le domande giuste”. E la prima domanda, oggi, è come evitare che l’agricoltura del Lazio evapori in trent’anni, come ha ammonito l’assessore regionale Giancarlo Righini.

L’assessore Righini ha commentato molto positivamente l’esperienza presentata da ANBI Lazio: ci crede ed è pronto a scommetterci. Al punto che si è detto disponibile a organizzare un incontro in Regione una volta pronti gli esiti dello studio. Lo stesso assessore, il giorno precedente in presenza del ministro Francesco Lollobrigida, ha dato atto pubblicamente del grande lavoro di Anbi Lazio sotto la guida della presidente Sonia Ricci per sostenere la filiera agricola.

Questione di visione

Sonia Ricci ed Andrea Renna

ANBI Lazio non ha portato solo tecnologia ma una visione. Una che tiene insieme i Consorzi – da Latina a Rieti – attorno a un tavolo che parla di dati, efficienza, sostenibilità. La presidente Sonia Ricci e il direttore Andrea Renna hanno fatto quello che la politica spesso si dimentica di fare: orchestrare. Senza proclami ma con l’idea che o si fa squadra, o si resta a secco. E non solo d’acqua.

Il segnale è chiaro: i Consorzi non sono più solo guardiania del territorio ma infrastruttura strategica per l’innovazione agricola. E non è un proclama: la Regione Lazio lo ha codificato, prevedendo una Direzione e del personale che si occupino di Bonifica e dichiarando strategiche le infrastrutture per l’irrigazione.

Se non ora, quando?

Il direttore nazionale Anbi Massimo Gargano, il presidente Francesco Vincenzi ed il vicepresidente della Commissione Ambiente di Montecitorio Francesco Battistoni

Se non ora, quando? Lo ha riconosciuto anche il vicepresidente della Commissione Ambiente Francesco Battistoni, lodando il ruolo chiave dei Consorzi per la sostenibilità del settore. Perché, come ha detto Luigi Scordamaglia di Filiera Italia, “l’agricoltura non consuma acqua: la trasforma in cibo, in valore, in ricchezza”.

La vera posta in gioco è tutta lì: non si può chiedere al comparto agricolo di essere green se poi lo si lascia competere con chi importa a basso costo, senza regole. Il Lazio, per una volta, ha provato a stare nel dibattito con argomenti, non con lamentele. E ANBI Lazio, in questo, ha mostrato una via concreta: digitalizzare le reti idriche, storicizzare i dati, usare la scienza per difendere l’acqua e chi la usa per nutrire. Non è solo una questione tecnica. È politica. È identitaria. È strategica.

Il messaggio di MacFrut

Una delle aree del MacFrut

Il MacFrut 2025 ha lasciato un messaggio chiaro: l’agricoltura italiana è a un bivio. E chi oggi investe in innovazione, domani non chiederà l’elemosina ma firmerà i contratti. Quelli veri. Quelli che valgono un raccolto. O lo salvano.

ANBI Lazio c’è. Non urla, non si mette in vetrina. Ma lavora. Con un’idea semplice e potentissima: l’acqua si governa insieme. E il futuro non si aspetta. Si costruisce. Goccia dopo goccia. Dato dopo dato.

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