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Dagli Usa scommettono su Alfa: verso il boom per Giulia e Stelvio

1 Febbraio 20183 minuti di lettura
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La speranza arriverà da Oriente. E lo spiraglio di luce dagli Usa. Alfa Romeo si prepara a far rombare i suoi motori sui mercati chiave di tutto il mondo. E questo apre le possibilità di ritorno in fabbrica ad una parte dei 530 lavoratori non confermati da Fca nei mesi scorsi.

IL RUGGITO DEL BISCIONE

Da 122 mila a 168 mila in un anno, con una crescita pari al 37%. I numeri sono quelli elaborati dagli analisti americani di “My own Forecast” e riguardano le vendite globali di Alfa Romeo stimate per l’anno appena iniziato. A rivelarli è il sito internet statunitense non ufficiale di Fiat Chrysler, che sottolinea come nel 2018 le vendite del gruppo FCA saranno pari a 5 milioni di autovetture.

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Parlando degli affari di casa nostra, vale a dire Alfa Romeo e le produzioni all’interno dello stabilimento di Cassino Plant, le stime degli analisti per l’anno 2018 sono molto positive.

La buona notizia è che il mercato in maggiore espansione sarà quello cinese, certo con numeri non esorbitanti, ma anche questo è un dato molto buono per lo stabilimento cassinate, con il marchio Alfa che punta molto sul colosso asiatico.

Per quanto riguarda il biscione e le auto prodotte a Cassino in particolare, la proiezione di “My own Forecast” ritiene che il segno positivo riguarderà solo Giulia e Stelvio, con il suv che secondo gli analisti farà un triplo salto mortale in avanti come volumi di vendita.

GIULIA & STELVIO

Partiamo da Giulia: la Berlina – in base alle proiezioni “My own Forecast” – piazzerà il prossimo anno un altro segno positivo, con una crescita del 17%. Saranno 52mila le auto vendute, in larga parte in Europa, con 30400 modelli immatricolati durante tutto il 2018. In Asia saranno poco più di 5000 le Giulia immatricolate, mentre in Nord America più di 16 mila.

Come detto sarà Stelvio a fare la parte del leone. Il suv vedrà un aumento del 191%, con 80mila modelli immatricolati in tutto il globo. Quasi quarantamila di questi arriveranno dall’Europa, mentre ottima la performance nord americana con circa 33 mila immatricolazioni. Poco meno di 8000 invece le Stelvio che verranno immatricolate nell’area asiatica.

Giulietta invece si avvia al lento ed inesorabile declino, con le vendite globali che nel 2018 dovrebbero scendere del 21% con il solo mercato Europeo che assorbirà più di 27mila delle 28 che verranno immatricolate in tutto il mondo.

LA RISERVA

A quei numeri è legato il futuro dei 530 lavoratori interinali non confermati da Fca all’interno di Cassino Plant nei mesi scorsi. Colpa dei volumi di vendita troppo bassi, scesi per via delle nuove normativa sull’Import decise dalla Cina. Troppo restrittive, impongono limiti sullo stocccaggio di vetture: un modo per evitare che troppa valuta finisca dalle casse cinesi ai portafogli esteri in cambio di un prodotto che non ha ancora un acquirente certo. La nuova normativa dice: accumuli nei piazzali solo quando hai già chi comprerà il prodotto. Questo ha limitato i flussi di Stelvio e Giulia (ma anche di tutti gli altri marchi) verso la Cina.

Con la ripresa dei mercati ed il nuovo balzo in avanti occorrerà aumentare la produzione. Ed aumentare il numero dei lavoratori.

Il patto sottoscritto con i sindacati prevede che i 530 mandati a casa nei mesi scorsi facciano parte di una ‘riserva’ dalla quale pescare fino al suo esaurimento, a mano a mano che Fca Cassino Plant dovesse avere bisogno di altra manodopera.

La speranza ora sta nell’attendibilità dei numeri di “My own Forecast”.

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