Al Vinitaly debutta il Sistema Lazio

Il Lazio in mostra al Vinitaly. Il presidente della Regione Nicola Zingaretti presenta il Sistema Lazio: mettere a sistema l'intera filiera. Creando valore ed economia. A Verona anche gli assessori all'Agricoltura e al Turismo, Onorati e Bonaccorsi.

“Fare Sistema”: questa è la frase chiave. Al Vinitaly il ‘Lazio eterna scoperta‘ è fatto di cibo, vino, agricoltura ma anche turismo sostenibile. E poi cooperazione tra pubblica amministrazione e imprese del settore. L’obiettivo, per tutti, è valorizzare le eccellenze, dall’enogastronomia alle meraviglie del patrimonio culturale e paesaggistico.

ZINGARETTI: ABBIAMO CREATO SISTEMA

«La parola ‘sistema” era uno dei nostri talloni d’Achille. Abbiamo lavorato per crearlo» ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Anche oggi il Governatore è stato al padiglione regionale al Vinitaly. Con lui, tra gli altri, gli assessori all’Agricoltura e al Turismo, rispettivamente Enrica Onorati e Lorenza Bonaccorsi. Ma anche all’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati.

«Non a caso– ha aggiunto Zingarettiqui ci sono due nuovi assessori, perche’ il cuore di questo nuovo progetto di sviluppo è proprio legare questa meravigliosa terra e i suoi prodotti alla storia, all’archeologia e all’architettura per la promozione di questo patrimonio inestimabile del Paese. Non dimentichiamo che il Lazio racchiude il più grande patrimonio storico e archeologico e di biodiversità del mondo. Stiamo finalmente riconquistando tanti spazi scommettendo sulla qualità. Ci sono 60 etichette di vino e una decina sull’olio. Dopo anni in cui si e’ stati un po’ pigri tanti produttori hanno ripreso un investimento su etichette e qualità, e i risultati si vedono subito: si vincono premi, c’e’ un mercato che si apre anche all’estero per un rapporto qualità prezzo molto competitivo».

UNA DIFFIDENZA CULTURALE

Per Nicola Zingaretti è necessario superare una diffidenza culturale «più nostra – ha aggiunto – di noi romani che cerchiamo al ristorante etichette che non vengono dal nostro territorio».

Un tempo ci accusavano di essere ‘esterofili’ di apprezzare ciò che veniva da fuori, solo per il fatto che l’avesse fatto qualcun altro. E nel Lazio, i numeri dicono che esterofili lo sia. Perché se, ad esempio, uno va in Toscana trova a tavola il Chianti, da noi invece il vino del Lazio lo devi chiedere.

«Al Vinitaly abbiamo portato anche gli istituti alberghieri scuole che stanno molto migliorando ma manca spesso il tassello finale del rapporto con il mondo del lavoro e le esperienze vive. Poi nel Lazio abbiamo avviato una bellissima iniziativa con la famiglia Cotarella e la scuola ‘Intrecci’, la prima scuola di altissima formazione in Italia per i direttori di sala dei grandi ristoranti. Vogliamo produrre buon lavoro per una nuova generazione. E’ un settore in grande trasformazione, perchè crescono le esigenze dei consumatori – ha concluso – Nelle scuole alberghiere ci sono gli ambasciatori della nostra terra».

E allora Onorati ha tenuto a dire che la Regione “vuole supportare tutti i suoi produttori che spesso hanno dietro la loro esperienza, storie di territorio, di famiglia e di amore. Perchè in questo settore c’è l’amore per la terra e per i paesaggi. E qui al Vinitaly questo amore traspare“.

BONACCORSI: IL NOSTRO TERRITORIO E’ SPECIALE

Partiamo dalla parola ‘sistema’ con la nostra presenza qui oggi a testimoniare questa volontà”. Ha parlare è la Bonaccorsi Il  nostro territorio è speciale. E’ ricco di tutto il patrimonio gastronomico, culturale e naturalistico. Dobbiamo metterlo a sistema intorno a un’idea di turismo sostenibile.

Roma– ha detto ancora- è regina di arrivi, ma spesso i turisti non tornano. Dobbiamo attivare un meccanismo che li riporti qui e’ dobbiamo far conoscere loro i territori intorno a Roma”.

IL SUPERCHEF E IL GAMBERO ROSSO

Testimonial ce ne sono, a partire da Antonello Colonna, il superchef che oggi al Vinitaly ha messo in scena il suo cooking show. “Ho creduto 30 anni fa a questa regione, ho girato il mondo e poi mi sono detto ‘proviamo a fare qualcosa qui’. Abbiamo ereditato piatto popolari, ma ho visto crescere i produttori e la nostra e’ diventata una cucina moderna. Noi ci siamo“. Con lui anche Paolo Cuccia, presidente del Gambero rosso, Stefano Fiori di Unindustria Turismo e David Granieri presidente Agricamera.

Qualche anno fa qui eravamo dei reietti– ha detto infine Rosati- abbiamo fatto un lavoro importante che deve servire a sostenere le nostre aziende, a creare ricchezza e a sostenere un’idea di sviluppo sostenibile. Tutto questo serve a creare lavoro. Ma la chiave deve essere ‘cooperare per competere’. Perché l’economia non la fa l’io, ma il noi“.