Aerospazio: nel Lazio le eccellenze al “Maker Faire Rome”

Nel Lazio esistono 250 aziende che si occupano di aerospazio. L'Avio di Colleferro produce booster per gli shuttle. Le curiosità del Maker Faire Rome.

Lazio fa rima con Spazio. E con eccellenza: quella dell’Aerospaziale, il comparto che solo nella regione occupa circa 30.000 dipendenti in 250 aziende. Tutte della fascia hig level  per l’alta competenza tecnica al loro interno.

Dieci sono i centri di ricerca. Tra questi l’European Space Research Institute – ESA / ESRIN). ma anche l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il Centro Nazionale delle Ricerche (CNR), 4 Centri Tecnologici. Sono impegnate nella ricerca in questo campo quattro facoltà di Ingegneria e circa 3000 professori, ricercatori e specialisti.

Nascono a Colleferro i “muscoli’ di “Ariane5“, il ‘gigante’ dei lanciatori europei. I due razzi laterali, i booster che forniscono la maggior parte della spinta necessaria al volo del razzo, sono infatti realizzati negli stabilimenti laziali di Avio.

All’interno dello stabilimento della cittadina a confine tra la provincia di Roma e quella di Frosinone, viene prodotto anche uno dei componenti più delicati dei motori del razzo: la turbopompa che serve a far affluire l’ossigeno liquido nella camera di combustione.

Spazio protagonista al Maker Faire Rome

Tecnologia, creatività, robotica, intelligenza artificiale, manifattura digitale, aerospazio, agritech, food 4.0, energie rinnovabili, sostenibilità, riciclo, salute e qualità della vita: sono i protagonisti di Maker Faire Rome l’evento in programma dal 12 ottobre alla Fiera di Roma.

Novità della sesta edizione di Maker Faire Rome è l’area dedicata allo Spazio ideata da Mfr in collaborazione con la Sezione Italiana della British Interplanetary Society e della Scuola di Ingegneria Aerospaziale dell’Università Sapienza di Roma.

Tra le attrazioni principali di questa area ci saranno: il leggendario Apollo Guidance Computer, una delle più grandi innovazioni del programma Apollo, quello che consentì agli Usa di arrivare sulla luna. Un programma del quale si celebrerà a Roma il 50esimo anniversario.

Ci sarà anche un razzo Saturno V in scala 1:1, un satellite San Marco con uno stadio del razzo Scout che lo ha portato in orbita.

Saranno esposti altri originali reperti storici e saranno disponibili simulatori di volo spaziale con cui il pubblico potra’ interagire.

Gli aspetti dell’ingegneria spaziale

L’area Maker for space di Mfr-2018 fornirà una visione unica e comprensibile di molti degli aspetti pratici dell’ingegneria spaziale.

Se ne discuterà anche in termini pratici incontrando i protagonisti di ieri e scoprendo gli inventori di oggi. Ospite speciale di Maker Faire Rome 2108 sarà Don Eyles, programmatore e ingegnere del Mit. Il quale ha creato come un vero Maker parte del software di tutte le missioni Apollo atterrate sulla Luna. Lavorando sull’allora appena inventato Apollo Guidance Computer.

Spiegherà tra le varie cose anche la complessità del controllo via software di veicoli.
Oltre a Eyles, Maker Faire Rome ospiterà Mark Hempsell, ingegnere britannico e attuale presidente di The British Interplanetary Society, per anni editor del Journal of British Interplanetary Society.

Don Eyles e Mark Hempsell parteciperanno come relatori all’Opening Event ‘Groundbreakers: Pioneers of the Future’ di venerdi’ 12 ottobre e saranno disponibili per incontrare il pubblico e i giornalisti.

Makers for space italiani

L’inventiva e l’ingegno dei primi Makers for Space italiani saranno svelati grazie all’hardware in mostra del progetto San Marco. Per spiegare non solo la tecnologia, ma anche l’arte dietro il successo ininterrotto dei satelliti artificiali italiani, allora creati dal team di ingegneri e tecnici uniti dal prof. Luigi Broglio negli stessi anni della corsa per la Luna.

Molte delle soluzioni innovative inventate all’epoca, soluzioni nello spirito dei veri Makers, sono ancora validi esempi al giorno d’oggi.

Maker Faire Rome 2018 introdurrà dunque il mondo dei Makers for Space come quello di un gruppo eclettico di persone che fin dall’inizio dell’era spaziale ha dovuto inventare, innovare, ingegnerizzare nuove soluzioni per nuovi problemi.

Molti grandi protagonisti agli albori dell’astronautica erano Makers. Da Hermann Oberth, a Wernher Von Braun, a Robert Goddard. E poi le loro controparti russe. Senza dimenticare i primi sperimentatori italiani come Fenoglio, Gussalli, Cicogna e altri. La loro eredità sarà presentata nella mostra che fa parte dell’area di Makers for Space. Mentre i Makers di oggi, i moderni artigiani delle invenzioni spaziali, saranno raccolti in postazioni intorno alla stessa.

I primi satelliti italiani

L’altra sezione dell’area espositiva sarà dedicata al Progetto San Marco, che ha visto i primi satelliti italiani, e la sua infrastruttura di lancio, sviluppati negli stessi anni dell‘Apollo. In questa sezione verrà mostrato un satellite completo San Marco. Così come il quarto stadio del razzo Scout utilizzato per trasportare in orbita i veicoli di quella serie.

Il pubblico sarà libero di vedere i dettagli di questi veicoli per capire come sono stati costruiti. Verranno esposti anche artefatti del programma per comprendere il modo di lavorare, e la disposizione da Makers, che hanno caratterizzato lo sviluppo.

La serie dei satelliti di San Marco ha fornito dati critici e indispensabili sulle tenui tracce di atmosfera a cui sono soggetti i satelliti in orbita bassa intorno alla Terra. A complemento di questo, il modello ingegneristico del Tethered Satellite System, gentilmente fornito da Thales Alenia Space Torino, sarà anch’esso in mostra. Come esempio di un altro satellite unico e innovativo sviluppato in Italia e portato in orbita da due diverse missioni Space Shuttle.

La passione per lo spazio

Non ci sono dubbi che il settore aerospaziale susciti emozioni che trascendono la semplice passione per la tecnologia e l’ingegnerià, – spiega Fabrizio Bernardini -, curatore dell’area Spazio e membro del Consiglio della BIS. “Volare nell’area e poi nello spazio non è solo la promessa di un diverso punto di vista. Ma anche quello di nuove destinazioni, sia fisiche che intellettuali. In molti degli aspetti dell’ingegneria per lo spazio, sia agli albori che ai giorni nostri, ci sono sempre dei Makers che cercano soluzioni a problemi particolari. E quando nello spazio, una rapida soluzione in stile Makers è spesso richiesta in situazioni non prevedibili. Basti considerare ad esempio il salvataggio di Apollo 13 o alcuni dei problemi che si incontrano oggi sulla Stazione Spaziale Internazionale”.

I simulatori spaziali

L’area espositiva di Makers for Space ospiterà la postazione della British Interplanetary Society, rappresentata in Italia dalla sezione nazionale BIS-Italia. I suoi membri saranno a disposizione per accogliere il pubblico. E soprattutto per guidarlo spiegando molti degli aspetti dei programmi San Marco e Apollo. Come ulteriore attività interattiva, la Bis offrirà accesso ai tre simulatori spaziali auto-costruiti. I quali permetteranno a chi lo desidera di dimostrare la propria abilità nel volare sia i veicoli Apollo che un veicolo Soyuz in avvicinamento ad una stazione spaziale.

Questi simulatori sono un’altra soluzione da Makers equivalente ai dispositivi più complessi usati per l’addestramento dei piloti astronauti.
Ulteriori applicazioni da Makers saranno presentate dalla Scuola di Ingegneria dell’Università Sapienza di Roma, la storica Scuola di specializzazione accademica. La Scuola mostrerà come i Makers for Space di oggi producono satelliti di successo in ambito universitario. E, soprattutto, contribuiscono ad avanzare la ricerca astronautica. La Scuola ha anche gentilmente fornito gli artefatti del progetto San Marco.