Addio Aldo, l’uomo dagli occhi azzurri che fabbricava sogni per i bimbi

È morto Aldo Rocca, l'uomo dagli occhi azzurri che fabbricava sogni per i bambini. La sua storia, legata in maniera indissolubile a quella dello sviluppo industriale del territorio. La scelta di non delocalizzare. La malattia. I grandi risultati raggiunti

Aveva gli occhi azzurri e dicono che fosse per questo che aveva dentro un pezzo di cielo. Azzurro come quello nel quale i bambini fanno volare i palloncini che le sue fabbriche hanno realizzato da sempre. Aldo Rocca da oggi ha smesso di realizzare sogni di plastica gonfiabile per i bambini: forse è tra di loro, forse è nel nulla, oppure lì dove si fabbrica la felicità. Dipende da in ciò in cui si crede. Per i materialisti, si è spento Aldo Rocca, fondatore insieme al fratello Angelo della Eredi Rocca Genesio srl: a lungo la la principale fabbrica di palloncini in Europa, ancora oggi uno dei top player nel continente, che siede con pari dignità al tavolo in cui discutono Disney e Mattel.

La storia parte da lontano. Dal 1902 quando il nonno Angelo rientra dalla Francia. C’era andato da bambino e da venditore di palloncini sui marciapiedi di Marsiglia era diventato ‘pallonaio’.

Da nonno Angeliglio la fabbrica dei sogni per i bambini poi passa nelle mani di papà Genesio che nel 1972 trasforma tutto e realizza la prima vera produzione industriale automatizzata. Ma cinque anni dopo quel risultato, Genesio, il figlio di Angeliglio, in una notte viene rapito tra i suoi palloncini.

Tocca proprio ad Aldo ed al fratello Angelo (come il nonno) prendere in mano le redini dell’azienda.

Sono loro nel 1977 a portare tutti verso la modernità: fondano la Eredi Rocca Genesio Srl, dalla quale nascono la Rocca Fun Factory e la Gemar, imprese oggi più di ieri leader nella produzione a livello internazionale.

Aldino” con gli occhi azzurri come il cielo in poco tempo realizza i suoi sogni: le aziende di famiglia assumono una dimensione internazionale. In breve tempo non c’è una famiglia di Casalvieri che non abbia almeno un componente che lavori in uno degli stabilimenti suoi e del fratello Angelo jr.

Ma né Aldino né Angelo jr si montano la testa: niente cavalli, niente Saint Tropez, che pure si sarebbero meritati. Per Aldino il centro del mondo continua a restare la famiglia e la piazza di Tittarocca o se preferite la frazione Purgatorio. Era più facile trovarlo lì, davanti al bar, che in un qualsiasi altro luogo di divertimento. Per lui, il divertimento era la sua fabbrica, i sogni per i bambini.

Anche per questo, quando qualcuno gli propone di delocalizzare, cioè di spostare la produzione da Casalvieri ad una località più economica nel mondo. risponde con una risata. I sogni non si spostano.

Aldino innova, produce, amplia, trasforma e consolida insieme ad Angelo. Poi arriva una malattia: gli impone di rallentare e poco alla volta cambiare il suo ruolo: preparare la generazione successiva a fabbricare i sogni per i bambini.

Era ricoverato da molto tempo. Poco alla volta aveva ceduto il timone ai figli, Piero e Genesio jr..

Si è spento nelle ore scorse: all’età di appena 61 anni. Magari, chiudendo i suoi occhi azzurri ed inseguendo un palloncino. Al suo capezzale, fino alla fine, ad aiutarla tenere il filo dei sogni, è rimasta la moglie Jacqueline. Che ha mollato quel filo solo dopo l’ultimo respiro.

I funerali si terranno sabato 17 febbraio, presso la Chiesa della Madonna delle Grazie dove il feretro arriverà alle 13.

Chissà quanti palloncini, dall’alto, si raduneranno per guardare.