Tre uomini ed una missione: cosa c’è dietro al nuovo Cda di Acqua Fiuggi

Cosa c'è dietro alla nomina del nuovo Consiglio d'Amministrazione della Acqua & Terme di Fiuggi Spa e Golf. La coppia Gabbin - Varvaro che aveva portato Settesoli nel ramo dei vini di alta gamma. Guido D'Amico e le sue relazioni. Berti come radice nel territorio. Ora le strategie

La nuova strategia per il futuro dell’Acqua di Fiuggi sta scritta tra le righe delle nomine fatte lunedì dal sindaco Alioska Baccarini, nella veste di legale rappresentante del Comune di Fiuggi quale azionista di maggioranza della Acqua e Terme di Fiuggi Spa e Golf, la municipalizzata che riunisce le fonti, l’imbottigliamento, il centro benessere, gli impianti sportivi cittadini di livello nazionale.

Il primo passo strategico: basta con gli amministratori unici. Così era stato negli ultimi anni. Una scelta che aveva reso snello il ponte di comando della società, permettendogli di uscire dal limbo nel quale era finita. Ora si passa ad un Consiglio d’Amministrazione. Nel quale non ci sono esponenti politici cittadini. Il respiro del nuovo CdA è da azienda che vuole tornare ad esercitare un ruolo sui mercati nazionali.

Il secondo passo strategico sta proprio nei curriculum dei Consiglieri d’Amministrazione chiamati a Fiuggi. Non sono stati selezionati per designazione politica. Ma per scelta. Basata sulla competenza. E sull’esperienza.

Il passo che fa intuire l’intera strategia è la ricostruzione della coppia Mirco Gabbin – Vito Varvaro. Hanno lavorato insieme per anni, costruendo il ‘miracolo’ Settesoli: la cantina siciliana con 2mila e 6mila ettari di vigneti. Da sempre cantina sociale, il duo Gabbin – Varvaro aveva iniziato un percorso che aveva portato Settesoli ad entrare nel segmento dei vini di alta qualità. Dando molto fastidio a chi in quel settore altamente redditizio ha già una posizione consolidata. Un anno fa, quando a Varvaro è stato dato il benservito, si è parlato di complotti.

Mirco Gabbin ora è l’amministratore delegato di Acqua e terme, individuato nei giorni scorsi: è il braccio organizzativo ed operativo dell’azienda (leggi qui Dal vino all’acqua: Mirco Gabbin è l’amministratore della Fiuggi). Vito Varvaro è l’uomo dei mercati nazionali: ha fatto parte del consiglio di amministrazione della “Vitale Barberis Canonico”, è stato consulente della “Investcorp Brands Capital”, della “Cielo Venezia 1270 Spa”. Da undici anni è tesoriere di “Save The Children”. Siede nel consiglio di amministrazione della “Piaggio Group” ed è consulente della “Fisconaro srl”. In precedenza è stato nei CdA di “Tod’s Spa”, poi della “Marcolin” e “Bulgari SpA”.

In questo scenario l’elemento di connessione tra i tavoli nazionali ed il territorio ciociaro è Guido D’Amico, presidente nazionale di Confimprese Italia. Esperienze amministrative a Messina (all’inizio della carriera è stato uno degli enfant prodige del sottosegretario Saverio D’Aquino) e dirigenziali (ha guidato l’azienda dei trasporti di Taormina), Guido D’Amico è soprattutto un lobbista, con una capacità di relazione che lo rende centrale in un discorso di riposizionamento della Acqua di Fiuggi tra i mercati nazionali e la realtà locale. Frequenta le Camere (Montecitorio e Palazzo Madama), la Camera di Commercio di Roma (ha un uomo di Confimprese all’interno) è vice presidente della Camera di Commercio di Frosinone. Ha soprattutto ha concreta conoscenza del mondo imprenditoriale, con i suoi limiti e le sue esigenze legate ai bilanci.

La radice nel territorio all’interno del CdA di ATF è il commercialista Luca Berti. Oltre alle conoscenze tecniche economiche ha una solida consapevolezza della storia economica ed industriale di Fiuggi, sulla quale ha pubblicato alcuni libri.

Sono loro a dover guidare ora ATF verso il suo futuro. Decidendo su quali mercati collocare l’acqua, come farla agire tra i colossi (vedi Sangemini) che più volte hanno tentato di bersi la Fiuggi per accaparrarsi le sue quote di mercato.

L’ultimo esempio di posizionamento del brand e di aggressione strategica dei mercati è quello messo in campo dall’allora amministratore unico Pannone. Fu lui a trasformare la Fiuggi da acqua per i pensionati ed i termali ad acqua degli sportivi, abbinandone il marchio agli eventi sportivi nazionali di ogni genere, varando le confezioni in plastica di piccolo formato che l’hanno resa adatta per gli sportivi nei loro allenamenti.