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AbbVie investe 30 milioni: nuovi farmaci da Aprilia

10 Settembre 20193 minuti di lettura
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AbbVie espande la capacità produttiva del suo sito italiano di Campoverde di Aprilia (Latina), che entra così nella preparazione di nuovi farmaci. Si specializzera nei farmaci per il trattamento delle malattie autoimmuni, la cui introduzione è attesa nei prossimi mesi. Una decisione che verrà sostenuta con un investimento di 30 milioni di dollari.

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Lo stabilimento Abb Vie di Campoverde

Lo ha annunciato l’amministratore delegato di AbbVie Italia Fabrizio Greco. «Con l’ampliamento della propria capacità produttiva del sito industriale di Aprilia, AbbVie conferma l’impegno nel nostro paese che poggia su una lunga storia di presenza in Italia, 70 anni, e genera importanti ricadute sul tessuto economico nazionale e locale, sostenendo la crescita».

Secondo le elaborazioni di Farmindustria, aggiunge Greco, «il contributo diretto di AbbVie e del suo indotto all’economia del Paese nel 2018 è stato superiore a 520 milioni di euro in termini di investimenti, stipendi, imposte dirette e Iva».

Investimenti ma certezze

L’amministratore lancia un segnale al Governo: è possibile investire in Italia ma occorrono certezze. «Intendiamo proseguire in questo percorso, che tuttavia non può prescindere da un quadro normativo certo e stabile e da una governance dell’industria farmaceutica che favorisca gli investimenti in ricerca e sviluppo e l’accesso all’innovazione, a beneficio dell’economia del nostro paese e soprattutto della salute delle persone».

L’ambasciatore Lewis M. Eisenberg

Nel corso della mattinata l’ambasciatore degli Stati Uniti Lewis M. Eisenberg ha visitato il polo produttivo AbbVie di Campoverde di Aprilia. Si è soffermato in particolare nei nuovi reparti, realizzati di recente secondo le tecnologie più avanzate. Sono quelli destinati all’assemblaggio e confezionamenti speciali di trattamenti di punta dell’azienda biofarmaceutica destinati ai mercati di tutto il mondo.

«La tecnologia avanzata che ho visto oggi in questo polo produttivo all’avanguardia – ha affermato Eisenberg – è davvero impressionante. Questo stabilimento è un esempio della combinazione vincente tra l’eccellenza produttiva americana e l’alta professionalità del personale italiano».

La sfida per l’ambiente

Costituito nel 1963 e passato con la nascita della nuova azienda biofarmaceutica nel 2013 ad AbbVie, il polo produttivo di Campoverde di Aprilia (Lt) si estende su una superficie di circa 270.000 metri quadrati e comprende un impianto di formulazione e confezionamento di prodotti finiti, due impianti chimici, laboratori di qualità e di innovazione/sviluppo e servizi correlati.

Il sito industriale produce principi attivi, formula e confeziona prodotti farmaceutici per più di 110 Paesi nel mondo. Il sito industriale AbbVie Italia esporta più dell’80% della sua produzione. Di recente si è posto la sfida di aumentare la produzione abbassando le emissioni nell’ambiente: così ora si registra un abbattimento di oltre il 50% dell’utilizzo dell’acqua di falda dal 2005, zero rifiuti inviati in discarica e oltre l’84% destinato al recupero.

AbbVie e la ricerca

L’ulteriore rafforzamento della capacità produttiva va ad aggiungersi ai diversi investimenti in innovazione realizzati nel sito italiano di AbbVie per un importo di oltre 100 milioni di euro negli ultimi anni, attraverso un percorso di miglioramento continuo volto a rendere lo stabilimento industriale sempre più efficiente, competitivo e sostenibile.

A sottolinearlo è il nuovo direttore del sito produttivo di AbbVie Italia, Daniela Toia. «Il sito italiano – sostiene – va assumendo un crescente rilievo nel network AbbVie. Sia come polo di qualità, eccellenza che di sostenibilità. È capace di attrarre nuove produzioni che riguardano i trattamenti innovativi».

In Italia, presente dal 1949 dapprima come Abbott, AbbVie conta circa 1.500 persone, di cui oltre 900 nel polo produttivo di Campoverde di Aprilia. Attualmente in Italia l’azienda è impegnata in 60 studi clinici e sono circa 500 i centri coinvolti, con importanti ricadute nel campo della ricerca.

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