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Saxa, i milioni spariti e i cancelli chiusi: a Roccasecca il lavoro assedia la finanza

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Saxa, i milioni spariti e i cancelli chiusi: a Roccasecca il lavoro assedia la finanza

15 Giugno 20264 minuti di lettura
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Duecento lavoratori. Un fondo che aveva promesso tra gli 8 e i 10 milioni già raccolti dagli obbligazionisti. E adesso le casse vuote. A Roccasecca, la Filctem Cgil ha proclamato lo sciopero e bloccato l’uscita di merci e macchinari dallo stabilimento Saxa Grestone. Perché quando un’azienda rischia di essere smantellata pezzo per pezzo, il picchetto è l’unico notaio che rimane. Una misura che il Segretario Filctem del Lazio Sandro Chiarlitti giudica “necessaria per impedire lo smantellamento del sito in attesa del pronunciamento ufficiale del Tribunale”. 

Automobili

Saxa Grestone (ex Ideal Standard) produce gres porcellanato da esterno con una tecnica brevettata ed ha assorbito la produzione di Saxa Gres Anagni da quando il capannone è stato venduto al gruppo automobilistico Dr per realizzarvi il suo secondo polo produttivo automotive nazionale. Nei mesi successivi, una volta messi in sicurezza lavoratori e produzione, la proprietà è stata ceduta al fondo Xeta.

Il bivio decisivo

I sampietrini della Grestone di Roccasecca

Ora lo stabilimento Saxa di Roccasecca si trova ad un bivio decisivo. Nelle prossime ore scadranno i termini per la presentazione di tutte le integrazioni necessarie per l’ammissibilità del “concordato preventivo in continuità”. 

Per il sindacato, ad oggi, il futuro del sito produttivo e dei suoi circa 200 lavoratori appare quanto mai incerto: «Nonostante le rassicurazioni fornite nei mesi scorsi, la possibilità di procedere con il concordato sembra vacillare alla luce delle ultime posizioni espresse dal fondo Xeta Investment, società facente capo al fondo Anchorage e guidata da Roberto Pucciano, rappresentata operativamente da Davide Cognolato».

Filctem Cgil esprime profonda preoccupazione: il fondo non sarebbe riuscito a reperire i capitali necessari per la ripartenza delle attività industriali. «Risultano particolarmente gravi le discrepanze rispetto a quanto sbandierato in precedenza. La proprietà aveva infatti annunciato che il piano industriale godeva delle risorse necessarie, dichiarando persino di aver già raccolto tra gli 8 e i 10 milioni di euro attraverso gli obbligazionisti. Affermazioni che, alla prova dei fatti, si stanno rivelando prive di fondamento, lasciando lo stabilimento in una condizione di totale stallo»  sostiene Sandro Chiarlitti.

Operazione nebulosa

Sandro Chiarlitti

«Ci troviamo di fronte a un’operazione che definire nebulosa è un eufemismo. Esigiamo la massima chiarezza sulla reale buona fede di un piano di salvataggio più volte annunciato e illustrato con dovizia di particolari da Davide Cognolato per conto di Xeta Investment e Roberto Pucciano. Non è accettabile che si sia parlato pubblicamente di milioni di euro già raccolti dagli obbligazionisti per poi scoprire che le casse sono vuote e che non ci sono i capitali per far ripartire la produzione». 

Le ipotesi di amministrazione straordinaria saranno ora vagliate dal Tribunale di Frosinone, al quale Filctem Cgil Lazio chiede di fare piena luce sulle responsabilità degli amministratori che hanno portato al totale fermo industriale dal momento in cui le quote sono passate al fondo Xeta.

Il Comune scende in campo

Giuseppe Sacco

Non è rimasto a guardare il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco. Nelle stesse ore in cui la Filctem bloccava i cancelli dello stabilimento, il primo cittadino ha chiesto l’intervento diretto dell’Unità di Crisi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Tribunale di Frosinone: «Si attivino con urgenza per verificare eventuali responsabilità e mettano in atto tutte le iniziative e gli strumenti idonei per tutelare l’azienda e i lavoratori».

Le parole di Sacco non lasciano spazio a interpretazioni: «Stanno arrivando notizie che non possono che destare preoccupazione». E la preoccupazione ha un nome preciso: le «ipotesi di operazioni speculative» che il sindaco chiede di accertare, evidenziare e sanzionare. «La Saxa Grestone ha necessità di un piano aziendale che tuteli la forza lavoro e i beni in disponibilità. Non ha bisogno di operazioni speculative».

Grestone Una delle aree di produzione

È la voce del territorio che si aggiunge a quella del sindacato, con toni istituzionali ma con la stessa sostanza: duecento lavoratori non possono essere la variabile di aggiustamento di un’operazione finanziaria che prometteva milioni e adesso non li trova. «È necessario salvaguardare il lavoro e la dignità di tanti nostri cittadini», conclude Sacco. «Continueremo a vigilare rispetto ad ogni passaggio, facendo sentire sempre la voce del territorio».

Il Tribunale di Frosinone adesso ha due interlocutori che chiedono la stessa cosa: chiarezza.  Se ci sono mai stati e dove sono finiti quegli 8-10 milioni annunciati agli obbligazionisti da Xeta Investment. Su chi risponde del fermo totale di un gruppo industriale che fino al loro arrivo produceva e occupava.

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