Chiudi il menu
TheStartupper
  • Home
  • Chi Siamo
  • AlessioPorcu.it

Il Lazio investe sull’acqua: 333 milioni per non sprecare il futuro

16 Aprile 2026

Le 13 proposte di Coppotelli: se il sindacato fa il lavoro della politica

12 Aprile 2026

Cassino Plant, numeri in caduta: l’unico stabilimento Stellantis che arretra

9 Aprile 2026

Aree portuali contese, Tar e Antitrust per dirimere la battaglia legale

8 Aprile 2026

L’energia che manca a Cassino: l’idea c’era, il coraggio no

4 Aprile 2026
Carica altro
TheStartupperTheStartupper
TheStartupper

Fiuggi lascia a secco Sangemini: no al maxi risarcimento

14 Ottobre 20243 minuti di lettura
Facebook Twitter LinkedIn WhatsApp Email

I giudici hanno detto no. Per la seconda volta. I cittadini di Fiuggi non dovranno tirare fuori 100 milioni di euro per risarcire Sangemini. Perché non c’è niente da indennizzare e perché la scelta fatta era assolutamente legittima. Lo ha stabilito la Corte di Appello di Roma: ha respinto il ricorso promosso dalla Sangemini S.p.A.

Automobili

Chiedeva al Comune di Fiuggi un risarcimento pari a 100 milioni di euro per avere risolto il contratto che li legava.

L’accordo disdetto

Anni addietro Sangemini gestiva l’imbottigliamento e la commercializzazione della Fiuggi, l’accordo prevedeva che la società umbra pagasse alla società del Comune 280 lire a bottiglia, con un venduto garantito dal primo anno pari a 60 milioni di pezzi. Il che avrebbe dovuto portare nelle casse del Comune oltre 16,5 miliardi di lire (otto milioni di euro). Gli accordi prevedevano poi che dal terzo esercizio di attività i milioni di euro garantiti diventassero nove.

Il rapporto tra Sangemini ed ‘ATF – Acqua e Terme di Fiuggi’ non era stato dei più facili. Al punto che poi il Comune aveva deciso di riprendere in mano la gestione.

Il caso era finito davanti al tribunale Civile di Frosinone. Che con la sentenza 175/2020 aveva dichiarato “l’avvenuta risoluzione di diritto, ex art. 1456 del Codice Civile, del contratto di affitto d’azienda e di tutti i contratti inter partes ad esso collegati, per fatto e colpa di Sangemini S.p.A.”.

In pratica, Sangemini non aveva rispettato alcune parti dell’accordo e per questo il Comune aveva tutto il diritto di dare la disdetta, senza risarcire alcunché.

L’appello e la sentenza

Il sindaco Alioska Baccarini con Leonardo Maria Del Vecchio e Luca Borgomeo

Una sentenza che Sangemini ha impugnato in appello. E che ora è stata definita con la sentenza n. 6416/2024.

L’ex gestore aveva riproposto anche alla Corte d’Appello di Roma la richiesta di risarcimento. I giudici hanno invece accolto le tesi del professore Stefano Recchioni e dell’avvocato Enrico Maria Danielli dichiarando inammissibile la richiesta l’appello e confermando la sentenza di primo grado.

“Ha vinto una città intera” ha commentato il sindaco Alioska Baccarini. Acqua e Terme oggi è gestita da una fiduciaria che fa riferimento al fondo di Leonardo Maria Del Vecchio ed alla società con le partecipazioni del Gruppo Borgomeo. Nelle settimane scorse ha avviato il radicale rinnovo delle linee di produzione dell’imbottigliamento, puntando a ridurre al minimo le perdite idriche e contenendo i costi energetici attraverso un piano green.

Automobili
TheStartupper
  • Cookie & Privacy Policy
Grandi Comunicatori & Associati Srls (P. IVA: 14373381004) - Supplemento della testata giornalistica AlessioPorcu.it (n° 4/2017 registro della Stampa del Tribunale di Cassino)
Powered by VERDANA

Digita e premi Enter per cercare. Premi Esc per uscire.