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Lazio, riaperture scaglionate Parrucchieri ok prima del 1 giugno

30 Aprile 20204 minuti di lettura
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C’è la possibilità che si riapra prima. In maniera differenziata a partire dal 18 maggio. Anche per le attività alle quali era stato detto che la saracinesca non poteva essere rialzata prima del 1 giugno. Sarà possibile anticipare la riapertura se il monitoraggio per aree del contagio lo consentirà.

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È l’esito della riunione in videoconferenza tra la regioni ed il Governo, rappresentato dal ministro Francesco Boccia.

Dal 4 maggio verrà avviato un monitoraggio del contagio su tutto il territorio nazionale, area per area secondo i parametri che indicherà in una circolare il ministro della Salute Roberto Speranza.

Il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia

Dall’11 maggio si analizzeranno i dati e si valuteranno aperture differenziate regione per regione.

Le regioni garantiranno che in questo lasso di tempo, dal 4 al 18 maggio, non ci sara’ nessuna ‘fuga in avanti‘, rispetto ai parametri del decreto emanato l’altro giorno dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

Pace Governo – Regioni

Torna la ‘pace‘ tra l’esecutivo e i governatori.

Nel corso dell’incontro il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ha riconosciuto lo sforzo compiuto dai presidenti di Regione. Da un esame compiuto dagli Affari Regionali sulle ordinanze è risultato che il 95% sono conformi al Decreto e solo il 5% presentano aspetti che saranno sottoposti a ulteriore verifica nei prossimi giorni.

Resta sul tavolo la questione Calabria. Boccia ha rivolto un ulteriore appello alla presidente Jole Santelli affinché torni indietro. Se non accadrà nelle prossime ore, il Governo è pronto a passi formali: dalla diffida all’impugnativa.

Lazio: bar e ristoranti, si parte

Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

In base ai dati che emergeranno dal monitoraggio si cercherà di accelerare le aperture nelle Regioni che hanno un minore rischio di ritorno del virus.

«È evidente che ci sono alcune zone del Paese con indici di contagio più alto e altre pari allo zero e sarebbe strano tenerle ancorate alla stessa rapidita» ha commentato al termine della riunione il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori.

Ha riferito i dettagli della video conferenza parlando in Commissione regionale Sviluppo Economico. “Le ordinanze che avevamo effettuato scadranno il 3 maggio e non ne prorogheremo nessuna, ad iniziare dall’apertura degli esercizi commerciali per la somministrazione di alimenti e bevande – ha spiegato- Si sta valutando solo la possibilità di chiudere eventualmente le aperture h24 visto che i trasporti termineranno alle 23.30. Le ordinanze su eventuali disposizioni le valuteremo dopo il 4».

La Regione Lazio è già al lavoro per definire come ripartire, con quali limiti e con quali accorgimenti di sicurezza.

 «Stiamo predisponendo per questo fine settimana delle linee guida per le riaperture che avverranno dopo il 4 maggio. Inseriremo un invito ai comuni di scaglionare le aperture di uffici ed esercizi commerciali nell’arco di tre o quattro ore la mattina e tre-quattro ore per la chiusura, comunque non oltre le 22». Insomma, si punta a fare in modo che non tutti siano aperti nello stesso momento, per evitare code e rischi di nuovi focolai.

Il grosso riguarderà Roma e le città piu’ grandi della Regione.

Parrucchieri al via in anticipo

Barbiere Foto © Sergio Oliverio / Imagoeconomica

Parrucchieri e centri estetici nel Lazio molto probabilmente apriranno prima dell’1 giugno, come disposto dall’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

«Quello dei parrucchieri e dei centri estetici è uno dei temi più complessi da dovere affrontare. Non credo che Regioni come il Lazio, con il nostro indice di contagio, dovranno attendere l’1 giugno come da previsione iniziale del governo» ha sottolineato il vicepresidente Daniele Leodori.

Quando si metterà mano alla questione? Presto, prestissimo. «Tra mercoledì e giovedi’ riusciamo a capire che accelerazioni possiamo fare».

Un piano di opere pubbliche

Canteiere edile © Imagoeconomica

La Regione Lazio sta già pensando agli stimoli con cui risvegliare l’economia. Tutti i manuali di economia scritti dal crollo della Borsa di New York in poi sostengono che sono le opere pubbliche a rimettere in moto il sistema. Nell’esecutivo di Nicola Zingaretti lo hanno ben chiaro. Ma hanno altrettanto chiaro che troppa burocrazia uccide ogni iniziativa: servono modelli come quello adottato per realizzare in tempi record il nuovo Ponte di Genova.

«Stiamo individuando le risorse, da destinare ai Comuni, da spendere direttamente. E un accordo con il Governo per individuare quali opere vanno a commissariamento. Perché ci sono opere per cui, per essere portate immediatamente avanti, va adottato il commissariamento con poteri straordinari, per fare in modo che abbiano un impatto positivo immediato sull’economia della nostra Regione».

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