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L’Italia che riparte: Frosinone 82a a livello nazionale e prima nel Lazio. Dov’è la verità?

18 Luglio 20172 minuti di lettura
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La classifica, basata su fonti naturalmente autorevoli come Istat, Miur, Banca d’Italia ecc., ha preso in considerazione, per il periodo 2013-2016 e per 103 province:

  • reddito pro capite;
  • depositi bancari pro capite;
  • prestiti personali richiesti;
  • tasso di disoccupazione;
  • numero di laureati ogni mille giovani;
  • costo della casa al metro quadro;
  • acquisti di automobili;
  • spesa per famiglia in beni durevoli;
  • spesa pro capite in farmaci;
  • raccolta rifiuti per abitante.

Nella tradizionale graduatoria stilata dal Sole, Frosinone occupa, come spesso accade anche per altre questioni, la “zona” retrocessione, ovvero l’82° posto su un totale di 104. Eppure ci sono delle novità rispetto al passato, ovvero che a livello regionale la nostra provincia è la più reattiva rispetto a Viterbo (85° posto), Roma (89°), Latina (94°) e Rieti (102°). Inoltre, Frosinone stessa precede di due posizioni Grosseto, provincia della ricca Toscana, attualmente all’84° posto.

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Come sempre, ai primi posti della classifica troviamo realtà del Nord quali Bergamo, Modena, Reggio Emilia, Verona e Bologna. Agli ultimi posti, invece, c’è quasi tutto il Sud, isole comprese. Stando ai numeri del Sole, a Frosinone uno dei fattori che penalizza di più la provincia è il calo dei prezzi delle case tra il 2013 e il 2016, il quinto su scala nazionale, relativamente ai costi al metro quadrato di appartamenti situati in zone semi-centrali.

Per quanto riguarda il resto, cambia poco rispetto al passato. La media depositi si attesta intorno agli 8.200 mila euro (sebbene sia segnalata una crescita dell’11%) e rappresenta il dato peggiore della Regione, nonché distante anni luce da altre zone, come ad esempio Siena, dove, per rendere l’idea sull’entità del gap, la media dei depositi sale a oltre 30 mila euro, con in più un crescita da capogiro pari al 47,6%.

A Frosinone, altresì, continua a salire la disoccupazione (arrivata al 16,8% con una crescita pari al 12,1%), si richiedono più prestiti (+ 10,4%) e meno assistenza medica, sale leggermente il rapporto laureati/giovani (+2,1%) e va alla grande la vendita di automobili con un sorprendente +50,5%, dato che trova riscontro anche in ambito nazionale.

Insomma, niente di nuovo sotto questo sole di Luglio: a Frosinone siamo senza lavoro, indebitati, proprietari di case con sempre meno valore, risparmiamo sul medico ma non sulla macchina, che ci piace nuova e fiammante. Dov’è la verità?

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